
"ANTE PRAEVISA MERITA"
Approvati i Neocatecumenali (?!)
di A. Z.
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Nella festa degli Apostoli Pietro e Paolo, 29 giugno 2002, ha colto tutti la penosa sorpresa del Decreto di approvazione degli Statuti del Cammino Neo-Catecumenale, presentato "a servizio dei vescovi e dei parroci come itinerario di educazione permanente nella fede, proposto ai fedeli che desiderano ravvivare nella loro vita la ricchezza dell'iniziazione cristiana, percorrendo questo cammino di conversione e di catechesi" ("Decreto di Approvazione degli Statuti del Cammino Neo-Catecumenale" da parte del Pontificio Consiglio per i Laici, a firma del suo Presidente Francis Card. Stafford, "Osservatore Romano", 1° luglio 2002).
1. Questa approvazione "ante praevisa merita", (se non "contra praevisa merita!") data la mole delle critiche suscitate dal movimento e pubblicate in una serie di libri, di articoli e altri scritti, ha suscitato forti perplessità e interrogativi, anzitutto sugli organismi vaticani preposti a discernere in materia di fedeltà alla dottrina della Chiesa.
Chi ha occhi per vedere, in primo piano Vescovi e sacerdoti, è da anni sorpreso che i responsabili della Chiesa non abbiano provveduto a diffidare per tempo un movimento che va diffondendo errori teologici e comportamenti deviati nell'area cristiana. È paradossale il fatto che lo stesso cardinal Martini (forse per dissipare il sospetto che il "Cammino" sia un fatto di infiltrazione massonica?) non li abbia mai accettati nella diocesi ambrosiana. Schiaffo più umiliante non potevano ricevere tutti coloro che da decenni vanno denunziando, documenti alla mano, gli errori dottrinali e le malefatte operative di un movimento che, nell'attuale clima di ecumenismo spensierato, minaccia di diffondersi nella Chiesa, intaccando le radici stesse della fede cattolica.
L'effetto immediato di questo inspiegabile provvedimento è la perdita di credibilità dei vertici centrali della Chiesa stessa: non esiste più una dottrina e una ortodossia cattolica che regoli l'operato degli organismi del Vaticano? È scomparsa la distinzione tra vera Fede ed eresia e apostasia? Siamo entrati nel pieno relativismo religioso, perseguito dall'infiltrazione massonica negli stessi vertici della Chiesa? Quali interessi pecuniari, offerti dal ricchissimo Movimento, hanno provocato tanto cedimento? Quale barriera sarà possibile porre a coloro che da decenni vanno pervertendo, nella comunità cristiana, dottrina e costumi?
Nel discorso del cardinale James Francis Stafford non mancano cenni allusivi agli "errori" del Movimento, che corrispondono esattamente alle critiche di coloro che denunziano apertamente la pericolosità di questo Cammino.
Ma allora, perché non dire con chiarezza, perché coprire sotto la coltre dell'approvazione, sia pure "ad quinquennium", tale cumulo di devastazioni? Che il Cammino sia un fatto ormai inarrestabile?
Gesù, che è la Verità, ha fondato la Chiesa sul fondamento incrollabile della Verità. Oggi, assistiamo a un progressivo cedimento degli stessi vertici della Chiesa verso il compromesso, in netto contrasto con i detti di Gesù: "Non potete servire a due padroni... Chi non è con Me, è contro di Me... II vostro dire: sia "sì sì, no no": il di più è del Maligno,...
"Chiesa Viva" ha documentato a più riprese gli errori del Cammino. Rimandiamo ai suoi scritti e articoli.
2. "II Cammino - dice il Decreto - si attua secondo le linee contenute nel direttorio catechetico Cammino NeoCatecumenale, orientamenti alle équipes di catechisti... soggetto all'approvazione congiunta della Congregazione per la Dottrina della Fede, della Congregazione per il Clero e della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti".
Stupisce assai il fatto che l'approvazione sia basata su un documento che è un magma interminabile di affermazioni, dalle quali si può trarre tutto e il contrario di tutto, e non secondo un documento teologicamente e giuridicamente ben definito, in cui ogni espressione è precisata in modo che non restino vie di uscita a sorprese aberranti.
Molte espressioni di Kiko, del resto, consentono di cogliere un animus luterano, che ispira gli atteggiamenti di fondo del sistema neo-catecumenale.
Ne diamo un breve saggio, sufficiente a fondare il sospetto di una dipendenza dissidente, tutt'altro componibile con l'affermazione di un asserito "radicalismo evangelico e di straordinario slancio missionario" che porterebbe, "nella vita dei fedeli laici, nelle famiglie, nelle comunità parrocchiali", e "la ricchezza delle vocazioni suscitate alla vita sacerdotale e religiosa, valida per la società e per i tempi moderni". Se tali sono le radici, si pone anche il grosso problema dei frutti sacerdotali e religiosi di simile formazione!..
Ma, prima, premettiamo qualche cenno sulle origini del movimento e la personalità del suo fondatore.
ALLE ORIGINI DEL CAMMINO
«lo sono Giovanni Battista in mezzo a voi. Convertitevi, perché il regno di Dio è vicino. lo sono testimone di Cristo con la mia vita. Nessuna comunità fondata da noi è fallita: vi assicuro che qui c'è Dio!»
Modestia a parte, ci attedevamo da Kiko un linguaggio di maggiore misura. Affiora, invece, un linguaggio drastico e intransigente, tipico dei convertiti da militanza aberranti.
Kiko, infatti, viene dall'area comunista, e l'esperienza del suo passato lo porta a espressioni perentorie, tipiche di chi non ha un conveniente equilibrio evangelico. Grandi convertiti, come Saulo di Tarso, Ignazio di Loyola, Paolo della Croce, e altri, insegnano che il convertito non passa improvvisamente dall'errore alla verità piena: le performazioni mentali e morali errate, accumulate dall'uomo, non si cancellano in un attimo. L'equilibrio evangelico si raggiunge un po' alla volta con un paziente lavorio di purificazione del cuore e della mente, sotto una buona guida spirituale. Le espressioni perentorie di Kiko, temperamento artistico di attore, esercitano un influsso notevole su persone influenzabili e prive di dottrina, le quali finiscono per seguire il loro leader anche nei suoi errori, più per il suo fascino personale che per una sequela evangelica informata da una esatta conoscenza e pratica della Fede.
L'ESPERIENZA SPIRITUALE
II Movimento Neo-Catecumenale è sorto nelle baracche di "Palomeras Altas", alla periferia di Madrid, nel 1964, dall'esperienza spirituale del pittore Francesco (Kiko) Arguello, uscito da una crisi esistenziale che lo spinse all'orlo del suicidio, e approdato alla conversione (- quale? -) attraverso i cursillos de Cristindad. Ben presto, nelle sue catechesi improvvisate, con Bibbia e chitarra, fu affiancato dalla ex suora Carmen Hernandez. Ne nacque una piccola comunità di zingari, raccolti intorno alla celebrazione eucaristica di un sacerdote.
Giunto a Roma, sotto Paolo VI, il Movimento si è esteso in una settantina di nazioni con centinaia di migliaia di aderenti!..
Un manuale segreto
Le idee di Kiko, trasmesse dapprima su nastri magnetici, sono state raccolte, nel 1972, nel volume di "Orientamenti alle équipes, di catechisti per la fase di conversione", trasmesso in fotocopie, con aggiunte varie, per via riservata, ai catechisti dal "Centro neo-catecumenale Servo di Jahve" di piazza San Salvatore in Campo, 00186 Roma.
La segretezza in cui il volume venne trasmesso, con la raccomandazione di non dire nulla dei suoi contenuti, fece presto sorgere il sospetto di indottrinamenti non corrispondenti alla purezza della Fede, come, infatti, sono venuti gradatamente alla luce. II cammino di conversione, proposto da Kiko in varie tappe, dura dai sette ai dodici anni, sulla base di letture bibliche, riunioni frequenti per un dialogo di salvezza, accentuazione comunitaria, convivenze mensili di gruppo, ecc.
Nonostante l'affermazione che "non si tratta di plagiare nessuno, perché non si fa alcun lavaggio di cervello", il sistema di coinvolgimento settario risulta dal segreto che avvolge i successivi passi del cammino di conversione sotto la direzione fortemente autoritaria dei catechisti.
Eccentricità dottrinali
Kiko, in particolare, non entra in campo conversivo con una dotazione dottrinale pulita. Porta in sé idee sbagliate e le immette nel "Cammino", senza il correttivo di guide ben preparate a setacciargli gli errori che, in lui, sono tali da distruggere le stesse fondamenta della Fede. L'assenza di una solida dottrina si rivela deleteria anche in altri movimenti, e stupisce il fatto che molti Pastori siano stati così poco intelligenti nel dare eccessivo affidamento ad aggregazioni fondate piuttosto sull'elemento emotivo e su carismatismi inconsistenti che su una dottrina solida. II pressapochismo dottrinale di base di molti movimenti odierni, rispecchia lo smarrimento dottrinale di uomini di una Chiesa alle prese col neomodernismo postconciliare!..
LE RADICI LUTERANE
La dottrina trasmessa da Kiko al Movimento è infetta di errori gravissimi che scardinano la Fede e la pratica cristiana. Riportiamo, alcune espressioni sue, in corsivo:
Antropologia luterana
Kiko afferma: «L'uomo, separatosi da Dio, è rimasto radicalmente impotente a fare il bene». La concezione fatalistica dell'uomo, predestinato da Dio al paradiso o all'inferno, e che non sarebbe in grado di "orientare il proprio destino evitando il male", è assolutamente contraria alla Fede e alla dichiarazione del Concilio Tridentino (VI c. 22), e disimpegna dallo sforzo di miglioramento morale. Se il peccato è una fatalità ineluttabile, cade naturalmente ogni responsabilità personale!
Ma un'altra stranezza dottrinale è dichiarare che Dio, in quanto infinito, «non perderebbe nulla se offeso dall'uomo; quindi, il mio peccato non può offendere Dio e neppure Gesù». Cade, quindi, l'obbligo di chiedere. perdono dei propri peccati. «La gente è molto sentimentale quando pensa di aver offeso Gesù coi propri peccati. L'uomo non può fare a meno di rubare o litigare: se lo fa, non ha colpa, perché è schiavo di Satana, che lo manipola come vuole. Se l'uomo non può fare a meno di peccare, siamo tutti perdonati per qualsiasi caduta: per giustificarsi è sufficiente riconoscersi peccatore".
Se il peccato è una fatalità, «non ha senso il pentirsi, e neppure il confessarsi prima della Comunione, come accade fino ai nostri giorni». Oltre che inutile, la confessione cade, quindi, anche la confessione frequente come mezzo di santificazione: cade la direzione spirituale, il pentimento per i peccati veniali. Kiko ci confida: «È successo anche a me di confessare simili stupidaggini (le venialità). Ma non dite nulla di questo alla gente: creereste un mucchio di problemi».
II sacramento della penitenza sarebbe un inutile "surrogato del Battesimo", che non risalirebbe alle origini della Chiesa.
LA "REDENZIONE"
Come viene intesa dalla Chiesa, nella mentalità di Kiko non ha senso, data la fatalità del peccato. «II cristianesimo non è un appello all'onestà, ma l'invito ad accogliere l'annuncio del perdono gratuito di tutti i nostri peccati. II cristianesimo non esige nulla da nessuno: regala tutto. AI più peccatore, al più vizioso, regala la vita eterna. Lo Spirito vivificante è ben lontano dallo spingere al perfezionismo, alle buone opere, alla fedeltà al Cristo morto».
Ed ecco altre espressioni di Kiko sulla Redenzione: «Forse che Dio ha bisogno del sangue del suo Figlio per placarsi? Ma che razza di Dio abbiamo fatto? Siamo arrivati a pensare che Dio placava la sua ira nel sacrificio dei suo Figlio, alla maniera degli dèi pagani? Le idee sacrificali sono entrate nell'Eucaristia per condiscendenza, suggerita dal momento storico, alla mentalità pagana. Del resto, col rinnovamento teologico del Concilio, non si è più parlato di dogma della Redenzione, ma di mistero di Pasqua di Gesù. II mondo si è salvato non in virtù della sua morte in croce, ma della sua risurrezione».
Oltre a ignorare il Concilio, Kiko dimentica che la Redenzione, operata dalla morte di Gesù in croce, è uno dei due misteri principali della Fede! Per lui, «alla fine dei tempi, tutti saranno salvi in virtù della misericordia di Dio!».
LA GRAZIA
Dice Kiko: «Per un cristiano come san Luigi, col suo morire piuttosto che peccare, è fondamentale essere in grazia, non perdere questa grazia, perseverare. Ma la "grazia" non si sa bene che cosa sia, che si ha dentro, con cui bisogna morire. "Grazia" è vivere nella gratuità. II cristianesimo è l'invito ad accogliere l'annuncio del perdono gratuito dei nostri peccati. II cristianesimo non è un moralismo. Lo Spirito Vivificante è ben lontano dallo spingere al perfezionismo, alle opere buone, alla fedeltà al Cristo morto.»
L'ECCLESIOLOGIA
«La Chiesa - a detta di Kiko - non è una società gerarchicamente istituita, ma carismatica, con un sacerdozio unico, quello battesimale», che incorpora con Cristo, unico sommo Sacerdote. Ma non è necessario appartenere alla Chiesa per salvarsi.
Gesù Cristo, suo fondatore, «non può essere nostro modello di vita», come pensa la gente: «Non ti sembra che sarebbe meglio un modello più umano, dato che il modello di Gesù è irraggiungibile? Come possiamo imitarlo se abbiamo una natura umana decaduta?».
«La vera Chiesa non è quella pre-conciliare, deviata dal cesaro-papismo e inaridita in un gretto giuridismo dai Concilio Tridentino, responsabile del suo decadimento».
«Messa domenicale, prima Comunione, non ammazzare, non rubare ed espressioni simili, che schifo! Dio ci ha convocati per iniziare un Catecumenato verso la rinascita e il regno di Dio sulla terra».