Ecco di chi si serve il "colluso Neocatecumenale Cardinale Vallini" per diffondere dottrine eretiche moderniste del Concilio Vaticano II

 
A Roma il Cardinal Vallini ha chiesto un censimento tramite i Prefetti per sapere il numero ESATTO di copie che ogni parroco ha acquistato del cosiddetto "L'Eucarestia fà la Chiesa", (redatto dall' abate Ildebrando Scicolone OSB, liturgista blasonato ed ospite fisso delle settimane liturgiche della CEI e ospite fisso di Radio Maria), pieno di imprecisioni liturgiche e di errori dottrinali, che DEVE essere consegnato ad ogni catechista. I Parroci quindi sono COSTRETTI ad acquistarlo anche contro la loro volontà! Tutte le diocesi d'Italia con i vescovi-conciliar-modernisti stanno richiedendo per loro stessi questo pestifero catechismo: una specie di contro catechismo di san PIO X! Ma ora leggiamo l'esperienza di Marco Bongi che scrive su Messainlatino.it:
 L'abate Ildebrando Scicolone, degno filgio di Lutero
Basta...! Non se ne può davvero più. A questo punto dobbiamo, anche se con dispiacere, incominciare a levare la voce nei confronti di p. Livio di Radio Maria! Il protagonista è sempre lui, l'immarciscibile abate Ildebrando Scicolone OSB, liturgista blasonato ed ospite fisso delle settimane liturgiche della CEI.
Devo ammettere che, per qualche mese, mi sono perso la sua rubrica di "Attualità Liturgica" su Radio Maria. Pensavo che, dopo le polemiche dello scorso anno, il direttore lo avesse caldamente invitato a moderare il "livello" di eresia delle conferenze. Mi ero però evidentemente sbagliato.

Nella serata di martedì 8 febbraio dunque p. Scicolone decide di presentarci la sua ultima fatica editoriale: una sorta di compendio di catechesi sulla liturgia pubblicato dall'Ufficio Liturgico del Vicariato di Roma. Ecco l'audio:

 

 

 

Si inizia subito citando l'affermazione di un non ben precisato grande liturgista del passato, maestro del nostro abate, che dichiarava: "La Chiesa celebra la Messa da venti secoli senza aver mai ripetuto quello che fece Gesù nell'ultima cena". Lo Scicolone, a questo punto, si schernisce: "Certo questa è una affermazione provocatoria ma, a ben vedere, non del tutto campata in aria". Bene, il programma della serata si preannuncia davvero succulento!
Ricevo, a questo punto, la telefonata di un amico sacerdote e mi perdo quindi una decina di minuti di "catechesi" liturgica. Ritorno appena in tempo comunque per ascoltare un'altra perla: "L'essenza della Messa è l'annuncio della Resurrezione. Basta pensare solo alla Croce, la buona novella è la Resurrezione!"
E poco più avanti: "Cristo in realtà è morto, come ha detto chiaramente papa Benedetto XVI nella sua omelia di Torino davanti alla Sindone, per insegnarci che non dobbiamo avere paura della morte perchè dopo verrà la Resurrezione". Non ricordo francamente tale omelia: fforse una simile affermazione potrebbe essere significativa in un determinato contesto ma non certo in una conversazione incentrata sul significato della S. Messa. Naturalmente nessun cenno al significato salvifico del Sacrificio di Nostro Signore, non una parola sulla presenza reale, tutta la serata se ne va via tra enunciazioni tipo: "L'assemblea celebra la Pasqua del Signore", "le parole, che comunemente sono chiamate 'consacrazione' sarebbe meglio definirle 'racconto della cena'" e così via.
Non ne posso più. Mi attacco al telefono e riesco a prendere la linea per porre, all'esimio relatore, una garbata domanda. Cerco di essere il più gentile e rispettoso possibile:
"Vede, padre" - gli chiedo - "forse io non ho compreso bene alcuni suoi insegnamenti... Potrebbe spiegarmi meglio determinati punti?"
Espongo quindi sinteticamente le mie perplessità sull'essenza della S. Messa e sul significato della morte di Gesù Cristo.
Ma l'abate non gradisce evidentemente di essere contraddetto. Ripete la filippica che non ha senso separare la morte di Gesù dalla Resurrezione, che questo è un errore medioevale che invece i primi cristiani non facevano che la "buona novella" non può essere l'annuncio di una morte ma solo quello di una resurrezione.
Sono sconsolato. Penso, mentre mi avvio al riposo notturno, a tutti coloro che riceveranno il compendio di catechesi liturgica redatto dal Vicariato di Roma e a tutte quelle pie persone che questa sera hanno ascoltato ignare assorbendosi inconsapevolmente una vera overdose di eresia.
Ma p. Livio cosa ne pensa? E' lui o no il direttore responsabile di una radio che si definisce cattolica? Responsabile davanti alla legge ma, soprattutto, davanti a Dio!
So bene che da tale emittente arrivano anche tante, tantissime, cose buone. Proprio per questo dunque mi sento davvero a disagio quando si verificano casi come questi. Non sono però casi isolati, si ripetono ormai da anni e francamente il richiamo fraterno alla moderazione non credo possa essere più sufficente!

Marco BONGI

 

 

 

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