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Udienza speciale del Papa Giovanni Paolo II ai Vescovi e Parroci partecipanti al convegno su
<< Penitenza e Riconciliazione >>
promosso dalle comunità Neocatecumenali.
(Roma, 10 febbraio 1983. – L'Osservatore Romano, 11 febbraio 1983)
Mi è noto l'impegno delle vostre comunità nell'opera meritoria delle catechesi. In questi anni le Conferenze Episcopali hanno intensificato i loro sforzi in questo campo di eccezionale importanza per la vita stessa del Popolo di Dio. Seguire i metodi, le indicazioni, gli itinerari, i testi offerti dagli Episcopati, come pure esercitare il ministero della catechesi nella comunione e nella disciplina Ecclesiale, con riguardo al ministero fondante del Vescovo e dei Presbiteri a lui associati, sarà un prezioso aiuto per la vostra catechesi a tutti i livelli e procurerà certamente grandi frutti spirituali fra i fedeli.
Fine specifico di ogni opera e forma di catechesi sarà quello di far germinare, crescere, sviluppare, il seme della fede, deposto dallo Spirito Santo col primo annuncio, ed efficacemente trasmesso col Battesimo.
2. Nelle vostre comunità voi volete approfondire, non solo a livello teoretico, ma, in modo del tutto speciale, a dimensione vitale, il significato, il valore, la ricchezza, le esigenze del Battesimo, il Sacramento che è condizione necessaria alla salvezza; che fa vivere la vita stessa di Cristo, che trasforma il Battezzato in tempio dello Spirito, in figlio adottivo del Padre Celeste, in fratello ed erede del Cristo, in membro del Corpo di Cristo, che è la Chiesa. Tale approfondimento è volto alla riscoperta ed alla valorizzazione delle ricchezze proprie del Battesimo, ricevuto di norma nell'infanzia, ed al quale, pertanto, è necessario far riferimento non come ad un fatto puramente giuridico, ma come al vero momento fondante di tutta la vita cristiana. Coltivando quella che potremmo chiamare << spiritualità battesimale >>, voi intendete animare, indirizzare, fecondare, il vostro itinerario di fede, quale logico sviluppo delle esigenze intrinseche del Sacramento, cosi' che la vostra testimonianza sia sempre più autentica, sincera, coerente, operosa, e perché possiate essere sempre più disponibili a rispondere prontamente all'appello Divino.
Tale disponibilità si deve manifestare nella continua meditazione della Sacra Tradizione e della Sacra Scrittura, che costituiscono << un solo Sacro deposito della Parola di Dio affidata alla Chiesa >> ( Cost. dogm. Dei Verbum, 10 ). Ne consegue l'esigenza di un costante e serio lavoro di approfondimento personale e comunitario della Parola di Dio e dell'insegnamento del Magistero della Chiesa , anche mediante la partecipazione a seri corsi biblici e teologici. Tale impegno di studio e di riflessione si manifesta quanto mai necessario per chi, dovendo svolgere il compito di catechista, ha il dovere di alimentare i propri fratelli con un solido cibo spirituale. Tenete sempre presente la solenne e vigorosa affermazione del Concilio Ecumenico Vaticano II: << la Chiesa ha sempre venerato le Divine Scritture come ha fatto per il Corpo stresso di Cristo, non mancando mai, soprattutto nella Sacra Liturgia, di nutrirsi del Pane della vita dalla mensa sia della Parola di Dio che del Corpo di Cristo, e di porgerlo ai fedeli >> ( Cost. dogm. Dei Verbum, 21 ). Da Cristo Parola a Cristo Eucaristia, perché il Sacrificio eucaristico è la fonte, il centro e il culmine di tutta la vita cristiana.
Celebrate l'Eucaristia e, soprattutto, la Pasqua, con vera pietà, con grande dignità, con amore per i riti liturgici della Chiesa , con esatta osservanza delle norme stabilite dalla competente autorità, con volontà di comunione con tutti i fratelli.
3. La vostra disponibilità all'appello Divino si deve manifestare altresi' nella continua quotidiana instancabile preghiera, espressione anzitutto dell'adorazione, che l'uomo fragile, debole, consapevole della propria contingenza e della propria creaturalità, offre a Dio, il Trascendente, l'Infinito, l'Onnipotente, il Creatore, ma anche il Padre amorevole e misericordioso; preghiera che, pertanto, diventa anche dialogo intimo ed affettuoso tra il figlio ed il Padre. Preghiera che diviene coro supplichevole nel Pater Noster insegnatoci da Gesù stesso; preghiera che diviene solenne e cosciente professione di fede cristiana nel Credo o Simbolo Apostolico; preghiera che trova nei Salmi le varie e complesse sfumature interiori con cui l'orante – il Popolo della Promessa, il nuovo Popolo eletto, cioè la Chiesa, il cristiano nelle varie situazioni spirituali – può rivolgersi a Dio, sua speranza, sua roccia, sua salvezza: << Se il Salmo prega – ci suggerisce Sant'Agostino – pregate; se geme, gemete; se esulta, esultate; se spera, sperate; se teme, temete. Tutte le cose che sono scritte qui, sono il nostro specchio >>
( Ennar. In Ps. C C C , II, s. III, 1: CCL 38,213 ).
4. La vostra disponibilità all'appello Divino si manifesta nel realizzare, giorno dopo giorno, la Parola esigente di Gesù: << Convertitevi e credete al Vangelo ! >> ( Mc,1,15 ). Questa conversione, questo << cambiamento di mentalità >> , è anzitutto rifiuto del vero male, IL PECCATO , che ci allontana da Dio. Questa conversione è un continuo cammino di ritorno alla casa del Padre, come quello del figliuol prodigo ( cfr. Lc 15, 11-32 ). Questa conversione trova il suo segno salvifico nel Sacramento della Penitenza o della Riconciliazione. << La libertà dal peccato – ho scritto nella bolla di indizione del Giubileo per il 1950° anniversario della Redenzione – è… frutto ed esigenza primaria della fede in Cristo Redentore e nella sua Chiesa… A servizio di questa libertà il Signore Gesù ha istituito nella sua Chiesa il Sacramento della Penitenza, perché coloro che hanno commesso peccato dopo il Battesimo siano riconciliati con Dio, che hanno OFFESO , e con la Chiesa stessa, che hanno FERITO >> ( Bolla Aperite portas , 5 ).
Il ministero della Riconciliazione – questo dono mirabile della infinita misericordia di Dio – è affidato a voi, Sacerdoti. Siate ministri sempre degni, pronti, zelanti, disponibili, pazienti, sereni, attendendovi con fedele diligenza alle norme stabilite in materia dall'autorità ecclesiastica . I fedeli potranno cosi' trovare in tale Sacramento un autentico segno e strumento di rinascita spirituale e di letificante libertà interiore.
E voi, fratelli tutti, celebrate il Sacramento della Riconciliazione con grande fiducia nella misericordia di Dio, in piena adesione al ministero e alla disciplina della Chiesa, con la confessione individuale, come ripetutamente raccomanda il Nuovo Codice di Diritto Canonico, per il perdono e la pace dei discepoli del Signore e come annuncio efficace della bontà del Signore per tutti.
5. Lungo il vostro itinerario spirituale cercate di armonizzare le esigenze << catecumenale >> con l'impegno della necessaria dedizione ai fratelli, alla famiglia, ai doveri professionali e sociali. Soprattutto non cedete alla tentazione di chiudervi in voi stessi, isolandovi dalla vita della Comunità parrocchiale o Diocesana, giacché da un effettivo inserimento in quegli organismi più vasti possono derivare autenticità ed efficacia al vostro impegno apostolico.
Non voglio chiudere queste mie riflessioni senza ricordare a voi e alle Comunità che rappresentate quanto ho detto di recente in occasione della presentazione del nuovo Codice di Diritto Canonico : il cristiano deve disporre il proprio animo ad accoglierlo e a metterlo in pratica. Le leggi sono minifico dono di Dio e la loro osservanza è vera sapienza. Il diritto della è un mezzo, un ausilio e anche un presidio per mantenersi in comunione col Signore. Pertanto le norme giuridiche , come anche quelle liturgiche, vanno osservate senza negligenze e senza omissioni.
Sono sicuro che le vostre Comunità animate dal fervore di distinguersi nella celebrazione del Battesimo, dell'Eucaristia e della Penitenza, vogliano anche distinguersi , sotto la guida della Chiesa, in questo impegno di fedeltà alla disciplina comune .
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